Di gran lunga il più misterioso e meno esplorato degli “stan” dell’Asia centrale, Il Turkmenistan è famoso per la dittatura bizzarra del presidente Saparmyrat Niyazov, che ha governato il paese con il titolo di “Turkmenbashi”, “leader dei turkmeni”, fino alla morte, nel 2006, riempiendo questa semisconosciuta repubblica nel deserto di statue dorate di se stesso e di monumenti dedicati alle conquiste della sua “età dell’oro”. Ma la meno visitata delle nazioni dell’Asia centrale è oggi molto di più di un parco tematico dedicato al totalitarismo: si tratta infatti di una terra antica, ricca di spiritualità, tradizioni e bellezze naturali.
L’incredibile capitale Ashgabat, con un’architettura modernissima a tratti surreale: lussuosi edifici in marmo bianco e scintillanti cupole dorate; la surreale Turkmenbashi, la porta dell’Asia Centrale sul Mar Caspio; il meraviglioso canyon di Yangykala, dalle erose rocce colorate che virano dal bianco latte al rosso carminio; il sito di Gonur Depe, la culla della prima religione monoteistica: lo zoroastrismo; la città carovaniera di Merv (UNESCO), la “Regina del Mondo”, l’antica capitale del Regno dei Parti, Nissa (UNESCO), che visse per più di 1000 anni prima di essere distrutta dai mongoli di Gengis Khan… e come dimenticare il deserto del Karakum, con la notte ai bordi dello straordinario cratere di fuoco di Darwaza, la “Porta dell’Inferno”.
Ma la vera essenza di un viaggio in Turkmenistan è il contatto con la gente del posto, calorosa, affascinante e celebre per la sua leggendaria ospitalità.
Giorno 1
Partenza dall’Italia con volo di linea Turkish Airlines via Istanbul per Ashgabat. Arrivo ad Ashgabat dopo la mezzanotte. Espletamento delle formalità di frontiera, accoglienza e trasferimento in hotel. Pasti a bordo. Pernottamento in hotel.
Giorno 2
Dopo la prima colazione intera giornata dedicata ad Ashgabat, “la città dell’Amore”. Sviluppatasi sotto i russi verso la fine del XIX secolo divenne una prospera cittadina di frontiera, lungo la linea ferroviaria Transcaspiana. Nell’ottobre del 1948 la città fu rasa al suolo da un forte terremoto. L’ex presidente Niyazov, che diede inizio al rifacimento post-sovietico di Ashgabat, trascorse gran parte del suo mandato trasformando la capitale in una “Città Bianca” ricoperta di marmo e oro. Ancora oggi interi quartieri periferici vengono demoliti per lasciare spazio alla costruzione di nuovi edifici con cupole dorate, spettacolari fontane, enormi sculture e piazze per parate militari. La versione moderna di Ashgabat può essere definita come un incrocio tra Las Vegas e Pyongyang (capitale della Corea del Nord). Visita dei principali siti d’interesse. La Piazza dell’Indipendenza con il Palazzo di Turkmenbashi, il Ministero della Giustizia, il Ministero della Difesa e il Palazzo Ruhyyet. Dietro la piazza si trova il Parlamento (Majilis). (N.B. Tutti questi edifici si possono osservare solo dall’esterno e non possono essere fotografati). Si prosegue con il Museo Nazionale di Storia e Etnografia, dove la sala dedicata alla storia antica ospita una collezione di reperti risalenti alla civiltà margiana dell’età del bronzo (Gonur Depe), tra cui splendidi amuleti, sigilli e oggetti legati al culto. Straordinari i rhyton (coppe ricavate da zanne di elefante e finemente incise con motivi ellenistici) ritrovati nel sito di Nissa. Pranzo in ristorante locale. Nel pomeriggio si completa la visita della città: l’Arco della Neutralità, un’imponente struttura costruita per celebrare la politica neutrale adottata da Turkmenbashi nel 1998; il Monumento all’Indipendenza del Turkmenistan; la spettacolare Moschea Turkmenbashi Ruhy, che può ospitare fino a 10.000 fedeli; il Mausoleo di Turkmenbashi, che contiene le tombe dell’ex-presidente Nyazov, di sua madre e dei suoi fratelli; il vivace Bazar Russo. Cena in ristorante locale. Pernottamento in hotel.
Giorno 3
Presto al mattino trasferimento all’aeroporto per l’imbarco sul volo per Turkmenbashi, l’antica Krasnovodsk, il cui primo insediamento risale al 1717, quando un distaccamento di soldati russi al comando del principe Alexander Bekovich sbarcò nella zona con l’intenzione di procedere verso Khiva. Alla fine dell’800 Krasnovodsk divenne famosa grazie al transito della linea ferroviaria Transcaspiana. Arrivo, accoglienza e partenza con automezzi 4x4. Visita dell’originale stazione ferroviaria di fine 800 in stile moresco, della chiesa ortodossa dipinta di azzurro, che protegge i marina, e del vivace mercato centrale dove si può comprare un ottimo storione affumicato. Al termine delle visite partenza verso est attraverso le valli tra i monti Balkan, dove numerose mandrie di dromedari pascolano indisturbate. Si discende in una vasta depressione naturale, un tempo inondata dalle acque del Mar Caspio, per raggiungere il remoto Mausoleo di Gozli Ata nel bel mezzo di un deserto roccioso. Noto insegnante sufi agli inizi del XIV secolo, Gozli Ata godette di un ampio seguito fino al momento della sua morte avvenuta per mano degli invasori mongoli. Nei pressi del mausoleo, importante luogo di pellegrinaggio, sorge un curioso cimitero dove le stele in pietra delle tombe presentano una piccola concavità sulla parte sommitale per raccogliere la scarsa acqua piovana e “dissetare” le anime dei defunti. Pranzo picnic, se fortunati in compagnia dei pellegrini. Dopo pranzo si risale sull’altopiano e si raggiunge l’attrazione naturale più spettacolare del Turkmenistan: il Canyon di Yangykala, “Fortezza Fiammeggiante”, che prende il nome dalle straordinarie formazioni di arenaria createsi in seguito all’erosione del terreno ad opera del vento e della pioggia. Le pareti del canyon presentano incredibili striature di colore bianco latte, rosa e rosso carminio, il fascino del luogo è accresciuto dal suo isolamento nel deserto. Si prosegue verso sud per Balkanabat con arrivo in serata. Cena in ristorante locale e pernottamento in hotel.
Giorno 4
Dopo la prima colazione partenza verso est, con minivan, lungo la strada principale per Ashgabat. Lungo il percorso breve deviazione per raggiungere il villaggio di Nohur situato a circa 1.000 m di altitudine tra le montagne della catena del Kopetr Dag che segna il confine meridionale del Turkmenistan con l’Iran. Gli abitanti di Nohur rivendicano la discendenza dall’esercito di Alessandro Magno, hanno mantenuto le proprie tradizioni e parlano tuttora un dialetto turkmeno. Visita del mercatino delle erbe medicinali che sorge all’ombra di uno straordinario albero sacro e secolare. Si continua con il singolare cimitero, dove ogni tomba è decorata con poderose corna di capra di montagna e/o stambecco. Pranzo in casa privata. Dopo pranzo si prosegue per il lago sotterraneo di Kowata, una piscina naturale con acqua termale alla temperatura di 38°C in fondo a una grotta alla profondità di 65 metri. Ripresa la strada per Ashgabat sosta nel villaggio di Geok Depe, “Collina Verde”, dove un tempo sorgeva una fortezza di fango nella quale persero la vita 15.000 turkmeni nel tentativo di opporre l’ultima resistenza all’esercito russo. Oggi vi sorge la grande Moschea di Saparmurat Hajji, dalle cupole verde-azzurro. Arrivo ad Ashgabat in serata. Cena in ristorante locale. Pernottamento in hotel.
Giorno 5
Trasferimento in aeroporto e volo per Mary (N.B. Al momento non sono disponibili gli opertivi dei voli per Mary e pertanto nel caso in cui gli orari non coincidessero con le tempistiche del nostro programma si opterà per il trasferimento via terra lungo l’autostrada di recente costruzione: 380 km, circa 4 ore). Arrivo e partenza immediate in 4x4 per il sito di Gonur Depe. Le fertili pianure del Turkmenistan orientale hanno da sempre rappresentato un’isola di prosperità nel cuore dell’Asia Centrale. Durante l’Età del bronzo alcuni villaggi sorsero in corrispondenza della cosiddetta Oasi di Margiana lungo il fiume Murgab. I più antichi tra questi insediamenti, tuttora in fase di scavo nel sito di Gonur Depe, hanno sconcertato il mondo dell’archeologia per la vastità della zona interessata e la complessità delle strutture ivi costruite. Secondo l’archeologo Viktor Sarianidj, Gonur Depe è stata una delle più grandi civiltà del mondo antico e senza dubbio una delle più antiche civiltà del culto del fuoco, parallela alle culture della Battriana del vicino Afghanistan. Culla della prima religione monoteistica, lo zoroastrismo, Gonur per qualche tempo sarebbe stata la patria dello stesso Zoroastro, il fondatore della setta. I primi insediamenti agricoli risalgono al 7.000 a.C. e si ritiene che la zona sia stata lentamente abbandonata durante l’Età del bronzo, quando il fiume Murgab modificò il suo corso. Gli scavi rivelano reperti relativi al 3.000 a.C. Le rovine più interessanti sono quelle del palazzo reale. Si rientra a Mary, capoluogo dell’omonima regione, fulcro dell’industria cotoniera del Paese. Pranzo picnic in corso d’escursione. Cena in ristorante locale. Pernottamento in hotel.
Giorno 6
Dopo la prima colazione partenza in bus per la visita delle rovine dell’antica Merv, una delle città più importanti lungo la Via della Seta dai tempi di Alessandro Magno al XIII secolo d.C. All’apice della gloria (XI-XII sec.), quando i turchi selgiuchidi ne fecero la loro capitale, Merv era conosciuta con il nome di Marv-i-Shahjahn, “Regina del Mondo”, e assieme a Damasco, Baghdad e Il Cairo, era considerata uno dei maggiori centri dell’islamismo. Non è da sottovalutare il ruolo che Merv svolse nel commercio e nel processo di civilizzazione dell’Asia centrale. Prima che i mongoli la radessero al suolo, Merv era un crogiolo di fedi religiose e gruppi etnici. Gli edifici in mattoni si stagliavano contro le oasi verdeggianti e ospitavano palazzi, moschee, caravanserragli e migliaia di abitazioni private. Le poche e sparse rovine rimaste oggi comprendono tratti della cinta muraria fortificata, fondamenta in mattoni e una miriade di ceramiche in pezzi. Il sito è entrato a far parte del Patrimonio dell’Umanità UNESCO nel 1999. Pranzo in ristorante locale a Mary. Nel pomeriggio volo per Ashgabat. Arrivo e sistemazione in hotel. Cena in ristorante locale e pernottamento in hotel.
Giorno 7
Dopo la prima colazione escursione alle vicine rovine dell’antica Nissa (Patrimonio UNESCO), capitale del regno dei Parti (III sec a.C. - III sec d.C.) che, grazie alle conquiste di Mitridate I, si estendeva dal Mediterraneo alle rive dell’Indo. Un’imponente cinta di mura con 43 torri proteggeva il palazzo reale e un paio di templi, attorno ai quali sorgeva un fiorente centro commerciale. Le dinastie regnanti si susseguirono l’una all’altra fino all’arrivo dei mongoli, nel XIII secolo, che distrussero la città dopo un assedio durato 15 mesi. Si continua con la visita di un maneggio che consente di avvicinare i preziosi cavalli Akhal-Tekè, vero orgoglio nazionale dei turkmeni. Questa razza purosangue è molto antica e probabilmente i famosi “Cavalli del Fergana”, tanto cari agli imperatori cinesi, erano proprio gli Akhal-Tekè. Rientro ad Ashgabat per il pranzo in ristorante locale. Nel pomeriggio partenza verso nord, con automezzi 4x4, lungo un nastro di asfalto, in pessime condizioni, che attraversa il desolato deserto del Karakum, ad un certo punto si lascia la strada principale per proseguire lungo una breve pista sabbiosa fino a raggiungere il cratere di fuoco di Darvaza, la “Porta dell’Inferno”, un cratere di origine artificiale venutosi a creare negli anni ’70 come risultato delle prospezioni geofisiche dei sovietici. Un’enorme caldera con soffioni di gas perennemente in fiamme, uno straordinario spettacolo da osservare durante la notte quando le enormi e ipnotizzanti fiamme di fuoco ricordano le porte dell’inferno. Cena e pernottamento in yurta nei pressi del cratere. La yurta è la tipica tenda dei nomadi della steppa dell’Asia centrale che permette di assaporare fino in fondo l’atmosfera e la cultura dei nomadi. Ha la struttura in legno rivestita di feltro e il pavimento ricoperto di tappeti; alta e spaziosa assomiglia a una vera e propria abitazione, vi si sta comodamente in piedi ed è dotata di letti con materassi, lenzuola, cuscini e coperte. I bagni sono in commune e non sono disponibili le docce.
Giorno 8
Dopo la prima colazione partenza in 4x4 per Ashgabat ripercorrendo lo stesso percorso dell'andata. Arrivo ad Ashgabat e pranzo in ristorante locale. Nel pomeriggio visita del Museo del Tappeto: con un excursus sulla storia della tessitura dei tappeti turkmeni e con il tappeto tessuto a mano più grande del mondo. Tempo a disposizione per relax o shopping. Cena d'addio in un ristorante locale seguita da un breve tour notturno della città. Pernottamento in hotel.
Giorno 9
Al mattino presto trasferimento all’aeroporto. Colazione con breakfast-box. Imbarco sul volo di linea Turkish Airlines per l’Italia via Istanbul. Arrivo in Italia nel primo pomeriggio.